Si è discusso anche delle Leggi per l’Agricoltura Contadina alla presentazione dell’ultimo libro di Mimmo Perrotta “Rosarno, la rivolta e dopo” lo scorso 12 febbraio a Camilla, Emporio di Comunità a Bologna.

Mimmo Perrotta, sociologo dell’Università di Bergamo, ricercatore attivista e profondo conoscitore delle dinamiche del lavoro in agricoltura e delle filiere di produzione del cibo, da anni studia i rapporti tra migranti e contadini italiani (e non solo).

Perrotta nel suo ultimo libro analizza gli eventi degli ultimi 10 anni dalla “Rivolta di Rosarno” del 2010 ad oggi mettendo in luce come gli interventi per risolvere i problemi di sfruttamento e migliorare le condizioni di vita dei migranti siano stati proposti e realizzati più per risolvere emergenze che non per attaccare alla radice le cause strutturali del problema.

Normative sull’immigrazione, situazioni abitative e segregazione sociale, squilibri di potere nelle filiere agroalimentari sono i veri problemi da risolvere.

Ecco come il tema delle filiere agroalimentari lega strettamente il problema dei migranti alle politiche agricole: se l’agricoltura industriale per sopravvivere deve assolutamente minimizzare il costo del lavoro non potendo influire efficacemente sugli altri fattori produttivi né sul mercato, solo una prospettiva agroecologica può tutelare insieme piccole realtà contadine, braccianti e migranti, filiere etiche, mercati locali di riferimento e ambiente circostante.

E proprio una Legge per il riconoscimento e la tutela dell’Agricoltura Contadina potrà favorire questo processo a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti e dell’intera collettività.