Chi l’ha detto che i contadini non esistono più?
Nella giornata mondiale delle Lotte Contadine, la Campagna Popolare per le Agricolture Contadine vuole ribadire con forza che il cibo sano, di qualità, sostenibile, arriva proprio dagli agricoltori e dagli allevatori di piccola scala, quelli che agli occhi dei più appaiono invisibili, ma che sono protettori di ecosistemi, modelli di agricoltura agroecologici, saperi ancestrali, in Italia e nel mondo.
I contadini esistono, e lottano ogni giorno per un lavoro dignitoso. Per questo, la Campagna si è riunita il 14 e 15 aprile a Mondeggi (Bagno a Ripoli, Firenze), un luogo simbolo delle lotte contadine e dei beni comuni. 25 rappresentanti di associazioni, movimenti ed altre realtà contadine hanno ripercorso il processo portato avanti fin d’ora dalla Campagna e lavorato per tracciare la strada futura.

Il percorso, avviato 9 anni fa, è nato da associazioni e organizzazioni contadine allo scopo di dare un riconoscimento legislativo ai piccoli produttori, soprattutto per l’auto-produzione e la vendita delle eccedenze. La legge quadro su cui si è lavorato negli anni, va però ben al di là di questo: si spazia dall’accesso alla terra alle facilitazione per i commercianti di filiera corta; dall’accesso ai mercati locali all’ospitalità e ristorazione rurale semplificate; da alcune direttive urbanistiche allo scambio amicale di lavoro tra contadini, fino ad arrivare ai diritti collettivi su sementi e risorse genetiche.

Tra il 2013 e il 2016 sono state depositate in Commissione Agricoltura ben 4 diverse proposte di legge. Ad oggi, il comitato di coordinamento della Campagna è stato in grado di elaborare un testo unico, che riprende le quattro proposte e le migliora. Il ruolo del contadino come promotore di un’alimentazione sana, e di salvaguardia dei terreni, degli equilibri idrogeologici, e della biodiversità, non può rimanere secondario o, come già detto, invisibile, ma deve essere riconosciuto e valorizzato.

Da qui la Campagna riprende il suo percorso per confrontarsi con una nuova legislatura, e per aprirsi sempre più a tutti coloro che vedono nella “contadinanza” il vero futuro del nostro Paese e dei nostri sistemi alimentari e agricoli, ma anche la sua stretta interconnessione con tanti altri temi quali, ad esempio, l’educazione, l’ambiente, l’accoglienza.

Durante la due giorni nelle campagne fiorentine, essere ospitati da Mondeggi Bene Comune ha dato un valore aggiunto all’incontro: un luogo recuperato e restituito alla cittadinanza, dove la partecipazione e la condivisione sono alla base della gestione delle terre e dei beni (comuni) che ne fanno parte.

Ed accanto alle lotte per Mondeggi Bene Comune, si sono affiancate quelle di contadini che vengono dall’altra parte del pianeta: all’assemblea, infatti, ha partecipato anche Ernesto Puhl, rappresentante del Movimento Sem Terra del Brasile. Un movimento che è partito da una necessità concreta: quella di riconquistare una terra che stata strappata a chi la coltivava, e di ridarla nelle mani dei contadini. Da questo bisogno, si è innescato un processo che ha portato alla lotta popolare, sindacale e politica che ormai il Movimento dei Sem Terra rappresenta per tutto il mondo.

Lo spirito di lotta di Mondeggi e dei Sem Terra ha animato di nuova linfa la Campagna, che riparte ora più forte che mai, con l’obiettivo ben chiaro di vedere riconosciute a livello legislativo le agricolture contadine italiane.