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Questo spazio è un laboratorio di idee per esporre nuove proposte per il futuro della Campagna Popolare. Ogni proposta sarà conservata, valutata e, se è il caso, commentata.

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43 7/6/2011 "Eventi al Bacio"
Anna 
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Cambiando argomento ma andando su qualcisa di piu' ludico, quanlcuno ha sentito parlare di Eventi al Bacio.
E' una ressegna gastronomica contadina e genuina che si terrà a Trescore Cremasco il prossimo weekend se nn sapete come passare sabato e domenica fateci un salto


42 20/10/2010 Sull'uso/valorizzazione delle terre incolte
Sergio Cabras 
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La questione delle terre incolte e abbandonate e della possibilità del loro uso è fondamentale per una rinascita dell'agricoltura contadina e per l'avvicinarsi a questa di nuove persone, specialmente giovani. E' altresì fondamentale per la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità oltre che per un capovolgimento di ciò a cui si attribuisce valore nell'ottica consumistica attuale.
Vorrei segnalare a questo proposito una bozza di proposta di legge (solo una bozza iniziale tutta da discutere e perfezionare) elaborata diversi anni fa da me ed altre persone che ho inserito sul mio sito:
http://www.ecofondamentalista.it/bo ... plegge.htm
Forse qualcosa del genere potrebbe essere aggiunto in una futura integrazione di questa meritoria iniziativa per una legge per l'agricoltura contadina.
Un saluto a tutti


41 27/7/2010 ben scavato, vecchie talpe!
roberto ferrero 
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Mando un saluto a tutti gli uomini di buona volontà che hanno reso possibile la presentazione di questa bozza di legge, che risponde ad una serie di esigenze da sempre sentite da chi vive e lavora in campagna. Un saluto speciale a Mario Cecchi, vecchio compagno di avventure e di lotta in quel del Monte Peglia, che so essersi impegnato per almeno un decennio su questo fronte. Ho ospitato l'articolo sulla Campagna Popolare sul mio sito, e spero di avere occasione di incontrarvi in prossime occasioni di festa e/o di lavoro.
con affetto,
roberto


40 17/6/2010 non diamoci da soli la zappa sui piedi
dario vesprini 
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...chiedere una legge che ci riconosca, priaticamente significa voler farsi imbrigliare dal sistema. Pazzi sì, ma non così. Sentitamente. Dario


39 23/5/2010 la Terra ai Contadini
print_venice 
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Basta Cemento:
desideriamo una vita a misura dele persone
troppe cose non vanno un aiuto subito alla nostra Agricoltura


38 19/3/2010 Definizione di contadini e mezzadria (non funziona il tasto invio commento al punto 5)
Vilmo 
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Come agricoltore biologico, discendente di agricoltori trovo interessante che in questo sito si cerchi di definire quell’identità di contadino che appartiene anche a me e vorrei dare il mio contributo per una maggiore chiarezza.
Dal dopoguerra le dimensioni aziendali di un podere a coltura promiscua e in equilibrio ambientale, acquistato per poter sopravvivere, restando esclusivamente contadini, erano dai circa 10 ha fino a circa 60 ha, considerando che oltre questo limite una famiglia si trovava in difficoltà per l’acquisto.
Lascerei fuori dalla analisi monoculture di viti o ortive praticate con alto reddito su fazzoletti di terra.
Nella campagna di buona parte della Toscana l’agricoltura è ancora praticata soprattutto dai discendenti dei mezzadri che avevano comprato il podere con quelle caratteristiche, dai contadini sardi, marchigiani, abruzzesi immigrati e si possono considerare marginali e hobbistiche le piccolissime realtà agricole, mentre si può chiamare latifondo tutto ciò che è oltre la suddetta fascia di ettari.
Pertanto come discendenti della cultura dei mezzadri, quelle famiglie hanno storicamente ereditato il nome di contadini.
Per la loro sopravvivenza è necessario prima di tutto che nessuno gli rubi l’identità, che non gli si limiti la libertà di impresa che avevano scelto al momento di acquisto del podere, sperando di lavorare senza padroni.
Che non gli si impedisca di produrre ciò che preferiscono e che i loro prodotti, trasformati: marmellate, insaccati, grappa, miele, pane, pasta, ecc. siano considerati legalmente prodotto agricolo come lo erano prima dello sviluppo delle industrie e come lo sono sempre stati l’olio e il vino (marmellate e miele da poco).
Che possano collocare i loro prodotti su qualsiasi tipologia di mercato senza limitazioni e che possano farlo senza inutili burocrazie.
Che le amministrazioni valorizzino preferibilmente i marchi delle aziende rispetto a quelli associati voluti dalla politica accentratrice e che sia concessa la capacità di autocertificare dal punto di vista qualitativo e sanitario le proprie produzioni aderendo per tutto il periodo di attività a percorsi formativi qualificati.
Che per integrare il reddito abbiano la possibilità di dare ospitalità e i servizi di agriturismo per un valore economico non prevalente quello dell’attività agricola, indipendentemente dal numero di persone alloggiate o dai servizi svolti.
Che gli venga garantita la possibilità di dotarsi di immobili per abitazione e strutture agricole proporzionati alle necessità familiari e aziendali senza limiti di metri quadrati.
Ho voluto scrivervi perché della vostra campagna condivido l’interesse per la semplificazione e la sburocratizzazione, ma vi invito a essere cauti nella individuazione di chi possa fregiarsi del nome di ‘contadini’.
Il rischio è che per comprendere nella definizione tutti coloro anche con piccolissimi terreni potrebbero giovarsi con ragione delle semplificazioni si rischia di escludere una fetta di contadini storici che hanno a mio avviso quello stesso diritto.
Più che cautela, penso sia necessario un completo ripensamento per quanto poi prevedete al punto 5 perché in un colpo solo rischiate di spazzare via tutta la storia degli attuali ‘veri’ contadini, che dalla mezzadria si erano emancipati.
Sembrerebbe che dimostriate di non conoscere la storia e di non immaginare le dinamiche, né condividere le ragioni che avevano fatto abolire il contratto di mezzadria senza rimpianti.
Introducendo il contratto in natura si riaprirebbe la strada al conflitto di interessi tra proprietà e lavoratore/imprenditore sia nella gestione della prodotto che nella valorizzazione delle strutture aziendali che esaltando la produttività, aveva frenato e spesso impedito il progresso e la libertà individuale della società delle nostre campagne.
Ho vissuto la mezzadria dal di dentro fino al 1975 e spero possa essere utile la mia testimonianza per richiamare l’esistenza di quelle situazioni che comportavano disagi e conflitti nel rapporto tra mezzadri e proprietari e disagi e conflitti nella famiglia contadina, oggi forse inimmaginabili.
Mi pare che una condizione di ripartizione del prodotto con alta percentuale a favore del conduttore del fondo non sia di per se’ unica garanzia di equità del rapporto.
Vi ringrazio per avermi permesso di esprimere questi concetti.

Vilmo


37 7/11/2009 la vera identità del contadino "un produttore di salute"
Antonio 
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ho letto con molto interesse questa iniziativa, che appoggio in toto.
I miei nonni, genitori ed anche io siamo sul un fazzoletto di terra dal 1700, prima come mezzadri ora come proprietari, ma il succo non cambia.
Chi coltiva la terra con amore e produce alimenti sani e certificati come me,certificazione Demeter, ma anche biologica, è un produttore di salute e come tale deve essere premiato.
Se intanto incominciamo con i piccoli è un piccolo passo, dopo passeremo agli altri.
Le problematiche di chi lavora la terra sono, come sottolineato da tutti, molte e vessatorie, non ne possiamo più ci siamo rotti.....
Adesso c'è anche la tassa del consorzio di bonifica, è la fine, oltre a mantenere i fossi e le scoline devo pagare chi lo deve fare ma non lo fà.. basta campare questi mangiapane a ufo.
Basta con le false verità propagandate dalla classe medica (ma non da tutti i medici), il cibo sano è il cibo che cura e che ti consente di vivere in salute, l'altro è tutta paccottiglia che ti porterà a sviluppare, come dicono le ricerche epidemiologiche, una grave patologia degenerativa... ed allora avanti con la ricerca con le spese quando basterebbe solo mangiare sano. Pensiamo a quanto si risparmierebbe in sanità se non ci fossero tali patologie, e a quale ritorno economico andrebbe su chi coltiva, questo conto credo sia stato fatto ed ammonta a 4 punti del PIL.
I contadini sono abituati al duro lavoro e a mangiare le cipolle, ma i cittadini senza i contadini cosa mangeranno, il cibo di plastica??
Dante nel 3° canto dell'inferno narrava bene, ma io voglio essere l'arbitro del mio destino e quello dei miei figli (finchè sono piccoli dopo decideranno loro) e non voglio condizionamenti esterni o compromessi che non approvo.
Antonio


36 4/10/2009 La raccolta delle olive fatta dal contadino........
luigi 
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http://www.youtube.com/watch?v=6BsS4veVujQ ....ecco la vera raccolta delle olive fatta dal contadino per produrre olio extra vergine(VERO)non tarocco......a noi a quattro centesimi tali da impedirci di SOPRAVVIVERE ......nei negozi a decine di euro al litro.........meditate da chi acquistare un prodotto pagandolo il giusto costo e il (VERO) prodotto olio extra vergine....direttamente dai contadini.


35 21/9/2009 link - segue
Pianetavivo - segue 



e le banche del tempo per un'economia di tempo. Le risorse naturali infatti ci sono date GRATIS (contadini e imprese agricole non creano la vita e non creano suolo acqua aria sole): è il lavoro che costa.

(: Abbasso la burocrazia! piuttosto la burrocrazia! :)


34 21/9/2009 link - segue
Pianetavivo - segue 



antropocrazia.com con indicazioni per una politica economica umanistica (non necessariamente del <<partito umanista>>),


33 21/9/2009 link - segue
Pianetavivo - segue 



noeuro.it che dovrebbe chiamarsi neweuro, e del cui programma probabilmente non hai letto niente... così come non hai letto neppure il programma del partito che hai votato;


32 21/9/2009 link
Pianetavivo-segue 



Consiglio:
una pagina di wikipedia.org in inglese che tra altro accenna a una versione (super)razionale moderna (da Douglas Hofstadter) della cooperazione nelle scelte statiche (cfr. l'imperativo categorico kantiano)


31 21/9/2009 crollo economico mondiale, verso un monopolio multinazionale, tutti dipendenti
Pianetavivo 
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Ritengo che sia bene darci questa possibilità. La burocrazia non opprime soltanto i contadini. Non c'è forse in tutti i campi una persecuzione verso i piccoli imprenditori e i liberi professionisti, che perciò sono indotti a chiudere? Non sono favorite anche fiscalmente le multinazionali (mi pare che registrino in attivo le presunte entrate degli anni seguenti e paghino con mesi di ritardo)?
Secondo tali tendenze, in un futuro saremmo tutti dipendenti da un'unica multinazionale (o da un'oligopolio, da un cartello).
Così pure in politica. Vanno bene queste petizioni, cominciare da qualcosa. E poi, alle elezioni, che sono quello che ci è rimasto della democrazia, non facciamo gli schifiltosi o quelli che stanno con la maggioranza presunta <<per non sprecare il voto>>: ognuno contrbuisce alla maggioranza presunta! Presumere che anche gli altri siano pecoroni in cerca di una maggioranza presunta non è simpatico, è autolesivo, è forse peggio che non votare. Perché degradarsi? Alzerebbero lo sbarramento dal 4% fino al 50%, anzi non occorrerebbe, bastando l'istupidimento da abitudini di pensiero tenaci, coadiuvate da massmedia e forse da vaccinazioni, OGM, altri inquinanti. (Credete che il cibo non influisca sul pensare? <<Nel pensiero siamo liberi>> sfoggiano alcuni settari credenti, intellettuali assolutisti. Nel pensiero siamo UN PO' liberi). Non sarebbe meglio che tutti siamo liberi professionisti? la concorrenza abbatterebbe i prezzi. E arriveremo a non avere bisogno di scambiare soldi, attraverso un reddito di cittadinanza e di esistenza crescente.


30 9/9/2009 un futuro migliore
chiaretta 
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ho firmato la petizione perchè credo in questa iniziativa che va a vantaggio di tutta la popolazione, spero che con l'impegno mio e di tante altre persone si possa raggiungere questo nobile obiettivo. Farò del mio meglio per divulgare questo progetto nell'ambito delle mie conoscenze. Grazie!!!!


29 9/9/2009 io contadino....
Luigi 
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Sono un contadino olivicoltore ho firmato la petizione perche' credo che vada nella direzione giusta ,salvaguardare i lavoratori veri della terra e i loro prodotti,salvaguardare il territorio con la nostra presenza nelle campagne coltivate e non abbandonate a se stesse mira poi del declino naturale e di incendi devastatori.Produco olio extra vergine di oliva dai miei ulivi secolari in provincia di bari,e sottolineo la necessita' di acquistare i prodotti direttamente dal contadino per dare allo stesso la possibilita' di esistere e resistere alla furia del falso progresso arricchitore dei pochi del grande commercio.Contattatemi vi daro' tutte le delucidazioni sul mio lavoro di contadino e sul mio olio extra vergine.Grazie per l'attenzione. luigi luigi1238@hotmail.com


28 19/3/2009 segnalazione
mercedes mas 
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Ho segnalato la raccolta firme sul sito www.spegnilospreco.org
e vi invito a vedere questo interessante sito. mercedes


27 11/3/2009 CAMPAGNA POPOLARE : obiezioni e proposta
ARI 
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Riteniamo utile il lancio di questo documento perché è occasione di discussione sulla burocratizzazione che colpisce tutto il mondo contadino.

Vogliamo partecipare a questa iniziativa ma quello che ci trattiene dal mettrere la nostra sigla fra gli aderenti a questo documento non sono alcuni punti particolari che potrebbero venire variati, ma un’impostazione che si presta, secondo noi, ad un grave equivoco.
Riferendosi all’agricoltura dell’autoconsumo e della vendita diretta, fa intendere - forse involontariamente - che solo questa possa essere definita agricoltura contadina, mentre tutta l’altra sarebbe imprenditoriale ed industriale, finalizzata all’arricchimento ed al profitto senza la preoccupazione di tenere fertile e curata la terra: sappiamo invece che in Italia le aziende agricole familiari che utilizzano il mercato sono la larghissima maggioranza e possono essere, e spesso in effetti sono, la base per una occupazione diffusa, per una salvaguardia dell’ambiente e dei territori, per la diffusione della biodiversità, per la conservazione e l’evoluzione della cultura contadina.
“La distribuzione delle aziende agricole per forma di conduzione conferma il carattere tipicamente familiare che caratterizza la struttura dell’agricoltura italiana: le aziende a conduzione diretta del coltivatore sono circa 1,6 milioni, pari al 93,9% del complesso di aziende con SAU, e detengono complessivamente 10 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata (78,8% del totale)…”. (dati ISTAT)
Altra cosa è l’agricoltura imprenditoriale e industriale delle grandi aziende - questa sì ben diversa -dove prevale il capitale sul lavoro, la monocoltura sulla multifunzionalità, l’assistenza tecnica esterna sul sapere del lavoratore, la produzione finalizzata ai grandi mercati piuttosto che ai mercati locali.


Una legge quadro che favorisca il permanere e la diffusione di tutta l’agricoltura contadina accompagnandola positivamente perché sviluppi tutte le potenzialità che ha nei riguardi dell’ambiente, dei territori, della protezione delle risorse naturali, del risparmio energetico, del lavoro, … : non potrebbe essere questo il fine che ci proponiamo di raggiungere assieme andando oltre questa iniziativa che ci è stata offerta come utile base per iniziare tra noi un confronto ?


26 2/3/2009 Aperto spazio su Facebook
lippis 
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Utente iscritto

Affinche' questa iniziativa possa trovare il massimo della visibilita', e' necessario utilizzare tutti i canali a disposizione.
A questo scopo ho aperto, dopo aver controllato che non l'avesse gia' fatto qualcon altro, un gruppo di discussione su Facebook.

http://www.facebook.com/group.php?gid=54066818430

Gli iscritti a Facebook possono utilizzarlo per invitare i propri amici ad aderire alla campagna.

Fabio


25 15/2/2009 Sono pienamente d'accordo con l'iniziativa
Agnese Nannini 
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Pienamente d'accordo con la vostra iniziativa e mi impegnerò a raccogliere le firme nella mia isola d'Elba dove ho un'azienda biologica.
I nostri amministratori dicono all'Elba l'agricoltura è morta: in effetti le realtà agricole sono rmaste poche perché le microrealtà, come la mia, sono schiacciate dalla burocrazia a vantaggio di aziende grandi che praticano l'agricoltura industriale e non sai cosa ti danno da mangiare perché la loro logica non è l'amora per la natura e la terra, di cui si infischiano deliberatamente, ma il profitto a tutti i costi.
Come agricoltore e per di più biologico devo sottostare a un mare di adempimenti e di burocrazie: se pensi alle pratiche non trovi più il tempo per coltivare, se delghi il CAF - come è successo a me - ti ritrovi co contributi non concessi, pratiche mal eseguite e - se ti va male -pure multe da pagare, già perché i CAF non sono responsabili e non ti puoi rivalere su di loro per i danni che ti procurano.
Spero davvero che uniti, riusciamo a cambiare qualcosa.


24 31/1/2009 la battaglia sarà dura
az: Agricola il corniolo 
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Sono un agricoltore del viterbese ho firmato la petizione.Da dodici anni pratico l'agricoltura "biologica certificata"da sempre allevo e custodisco i miei ortaggi e i semi, allevo animali da cortile nati in azienda inoltre allevo il suino di cinta senese.. Vendo i miei prodotti a negozi e li porto nei mercatini.Vado oltre la presentazione, l'idea di questa campagna è buona, anche se mi sembra più una provocazione per cercare di mettere in risalto un mondo che sta scomparendo. può aiutare a mettere in relazzione uomini e donne della terra che vogliono resistere.Credo che la risposta all'attacco che viene perpretato nei confronti dei contadini del mondo, perdita delle terre, patrimonio delle sementi sia insufficente.La domanda che mi faccio da molto tempo come poter mettere insieme uomini e donne della campagna e della città.Un timido tentativo di relazione l'abbiamo cominciato a costruire cinque anni fà dando vita ad un'associazione (terra/terra)tra piccoli produttori e sensibilità cittadine nella città di Roma. nell'ultima riunione dell'asssociazione abbiamo accennato della campagna di petizione popolare, molto probabilmente se ne discuterà di nuovo per poter dare un nostro contributo. un saluto a tutti Cesare


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