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Questo spazio è un laboratorio di idee per esporre nuove proposte per il futuro della Campagna Popolare. Ogni proposta sarà conservata, valutata e, se è il caso, commentata.

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49 9/12/2011 il bello della crisi
Antonio Zangara 
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Il bello della crisi economica attuale é che abbiamo tutti riscoperto il piacere di vivere la campagna, I giovani come me si sono fatti dare gli appezzamenti abbandonati di famiglia e con la forza di volontá e grande passione stanno trasformando una passione in un´attivitá per vivere dignitosamente. A nome di tutti i giovani campagnoli voglio soltanto dire alle istituzioni :LASCIATECI FARE e vi sorprenderemo!


48 2/12/2011 disoccupato
roberto ghisellini 
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buongiorno, il mio nome è Roberto, sono alla ricerca di un'azienda agricola o comunità contadina disposta ad accettarmi come lavorante. Dopo anni di lavoro in ufficio voglio riappropriarmi della vita rurale anche se so che non sarà una passeggiata. Non m'interessa diventare ricco in soldi ma ricco di nuovo entusiasmo in quello che si fa. E poi sono nauseato da un sistema pilotato da speculatori mentre chi produce conta sempre meno, è ora di cambiare questo sistema, la terra è il valore primario, non il cemento. cordiali saluti a tutti.
roberto
tel. 3393391269


47 17/11/2011 la vigna
Jacopetta Giuseppe 
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chi coltiva una piccola vigna non è utile alla società perché non fa aumentare il PIL, ho ereditato una vigna in collina, ricostruisco con le mie mani i muri a secco, purtroppo non faccio aumentare il PIL perché per i muri a secco non consumo "cemento"


46 16/11/2011 ricreare il senso di comunità attraverso la produzione di cibo locale
stefanomeretto 
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L'iniziativa oltre ad essere fantastica è urgente, tale urgenza non riguarda solo i contadini, ma e soprattutto chi vive nelle città; il sistema sta scricchiolando da tutte le parti, in Grecia l'anno scorso quando è successo casino, dopo tre giorni l'occupazione principale era la ricerca del cibo.
La capacità di produrre cibo è la prima attività che ogni comunità locale deve riattivare, quindi bene fare mozioni per slegare contadini e chiunque voglia produrre cibo da logiche di mercato devastanti ed inique, ma se non ci riusciamo occorre comunque muoversi nel non rispetto di regole che non ci appartengono.


45 7/9/2011 aiuto
miria 
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ho firmato la petizione, per diversi motivi, i principale: con la burocrazia, i mutui, dinamiche familiari, il mio podere è ormai alla rovina, con molti rimpianti, il bello che con tutte le buone volontà non riesco nemmeno ha vendere, solo ha svendere, cercando una valida soluzione la mia salute comincia a dare segni di arresa. Grazie Italia


44 5/9/2011 Federazione piccoli agricoltori
Stefano Avezzu 
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Poichè tutti non ci sentiamo rappresentati dalle tre federazioni, troppo concentrate sui grandi produttori, propongo di creare una federazione concentrata su quelle che sono le esigenze dei piccoli produttori. Creandola da zero, si potrebbe disegnare lo statuto e la mission della stessa per supportare al meglio le esigenze e le necessità specifiche.


43 7/6/2011 "Eventi al Bacio"
Anna 
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Cambiando argomento ma andando su qualcisa di piu' ludico, quanlcuno ha sentito parlare di Eventi al Bacio.
E' una ressegna gastronomica contadina e genuina che si terrà a Trescore Cremasco il prossimo weekend se nn sapete come passare sabato e domenica fateci un salto


42 20/10/2010 Sull'uso/valorizzazione delle terre incolte
Sergio Cabras 
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La questione delle terre incolte e abbandonate e della possibilità del loro uso è fondamentale per una rinascita dell'agricoltura contadina e per l'avvicinarsi a questa di nuove persone, specialmente giovani. E' altresì fondamentale per la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità oltre che per un capovolgimento di ciò a cui si attribuisce valore nell'ottica consumistica attuale.
Vorrei segnalare a questo proposito una bozza di proposta di legge (solo una bozza iniziale tutta da discutere e perfezionare) elaborata diversi anni fa da me ed altre persone che ho inserito sul mio sito:
http://www.ecofondamentalista.it/bo ... plegge.htm
Forse qualcosa del genere potrebbe essere aggiunto in una futura integrazione di questa meritoria iniziativa per una legge per l'agricoltura contadina.
Un saluto a tutti


41 27/7/2010 ben scavato, vecchie talpe!
roberto ferrero 
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Mando un saluto a tutti gli uomini di buona volontà che hanno reso possibile la presentazione di questa bozza di legge, che risponde ad una serie di esigenze da sempre sentite da chi vive e lavora in campagna. Un saluto speciale a Mario Cecchi, vecchio compagno di avventure e di lotta in quel del Monte Peglia, che so essersi impegnato per almeno un decennio su questo fronte. Ho ospitato l'articolo sulla Campagna Popolare sul mio sito, e spero di avere occasione di incontrarvi in prossime occasioni di festa e/o di lavoro.
con affetto,
roberto


40 17/6/2010 non diamoci da soli la zappa sui piedi
dario vesprini 
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...chiedere una legge che ci riconosca, priaticamente significa voler farsi imbrigliare dal sistema. Pazzi sì, ma non così. Sentitamente. Dario


39 23/5/2010 la Terra ai Contadini
print_venice 
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Basta Cemento:
desideriamo una vita a misura dele persone
troppe cose non vanno un aiuto subito alla nostra Agricoltura


38 19/3/2010 Definizione di contadini e mezzadria (non funziona il tasto invio commento al punto 5)
Vilmo 
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Come agricoltore biologico, discendente di agricoltori trovo interessante che in questo sito si cerchi di definire quell’identità di contadino che appartiene anche a me e vorrei dare il mio contributo per una maggiore chiarezza.
Dal dopoguerra le dimensioni aziendali di un podere a coltura promiscua e in equilibrio ambientale, acquistato per poter sopravvivere, restando esclusivamente contadini, erano dai circa 10 ha fino a circa 60 ha, considerando che oltre questo limite una famiglia si trovava in difficoltà per l’acquisto.
Lascerei fuori dalla analisi monoculture di viti o ortive praticate con alto reddito su fazzoletti di terra.
Nella campagna di buona parte della Toscana l’agricoltura è ancora praticata soprattutto dai discendenti dei mezzadri che avevano comprato il podere con quelle caratteristiche, dai contadini sardi, marchigiani, abruzzesi immigrati e si possono considerare marginali e hobbistiche le piccolissime realtà agricole, mentre si può chiamare latifondo tutto ciò che è oltre la suddetta fascia di ettari.
Pertanto come discendenti della cultura dei mezzadri, quelle famiglie hanno storicamente ereditato il nome di contadini.
Per la loro sopravvivenza è necessario prima di tutto che nessuno gli rubi l’identità, che non gli si limiti la libertà di impresa che avevano scelto al momento di acquisto del podere, sperando di lavorare senza padroni.
Che non gli si impedisca di produrre ciò che preferiscono e che i loro prodotti, trasformati: marmellate, insaccati, grappa, miele, pane, pasta, ecc. siano considerati legalmente prodotto agricolo come lo erano prima dello sviluppo delle industrie e come lo sono sempre stati l’olio e il vino (marmellate e miele da poco).
Che possano collocare i loro prodotti su qualsiasi tipologia di mercato senza limitazioni e che possano farlo senza inutili burocrazie.
Che le amministrazioni valorizzino preferibilmente i marchi delle aziende rispetto a quelli associati voluti dalla politica accentratrice e che sia concessa la capacità di autocertificare dal punto di vista qualitativo e sanitario le proprie produzioni aderendo per tutto il periodo di attività a percorsi formativi qualificati.
Che per integrare il reddito abbiano la possibilità di dare ospitalità e i servizi di agriturismo per un valore economico non prevalente quello dell’attività agricola, indipendentemente dal numero di persone alloggiate o dai servizi svolti.
Che gli venga garantita la possibilità di dotarsi di immobili per abitazione e strutture agricole proporzionati alle necessità familiari e aziendali senza limiti di metri quadrati.
Ho voluto scrivervi perché della vostra campagna condivido l’interesse per la semplificazione e la sburocratizzazione, ma vi invito a essere cauti nella individuazione di chi possa fregiarsi del nome di ‘contadini’.
Il rischio è che per comprendere nella definizione tutti coloro anche con piccolissimi terreni potrebbero giovarsi con ragione delle semplificazioni si rischia di escludere una fetta di contadini storici che hanno a mio avviso quello stesso diritto.
Più che cautela, penso sia necessario un completo ripensamento per quanto poi prevedete al punto 5 perché in un colpo solo rischiate di spazzare via tutta la storia degli attuali ‘veri’ contadini, che dalla mezzadria si erano emancipati.
Sembrerebbe che dimostriate di non conoscere la storia e di non immaginare le dinamiche, né condividere le ragioni che avevano fatto abolire il contratto di mezzadria senza rimpianti.
Introducendo il contratto in natura si riaprirebbe la strada al conflitto di interessi tra proprietà e lavoratore/imprenditore sia nella gestione della prodotto che nella valorizzazione delle strutture aziendali che esaltando la produttività, aveva frenato e spesso impedito il progresso e la libertà individuale della società delle nostre campagne.
Ho vissuto la mezzadria dal di dentro fino al 1975 e spero possa essere utile la mia testimonianza per richiamare l’esistenza di quelle situazioni che comportavano disagi e conflitti nel rapporto tra mezzadri e proprietari e disagi e conflitti nella famiglia contadina, oggi forse inimmaginabili.
Mi pare che una condizione di ripartizione del prodotto con alta percentuale a favore del conduttore del fondo non sia di per se’ unica garanzia di equità del rapporto.
Vi ringrazio per avermi permesso di esprimere questi concetti.

Vilmo


37 7/11/2009 la vera identità del contadino "un produttore di salute"
Antonio 
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ho letto con molto interesse questa iniziativa, che appoggio in toto.
I miei nonni, genitori ed anche io siamo sul un fazzoletto di terra dal 1700, prima come mezzadri ora come proprietari, ma il succo non cambia.
Chi coltiva la terra con amore e produce alimenti sani e certificati come me,certificazione Demeter, ma anche biologica, è un produttore di salute e come tale deve essere premiato.
Se intanto incominciamo con i piccoli è un piccolo passo, dopo passeremo agli altri.
Le problematiche di chi lavora la terra sono, come sottolineato da tutti, molte e vessatorie, non ne possiamo più ci siamo rotti.....
Adesso c'è anche la tassa del consorzio di bonifica, è la fine, oltre a mantenere i fossi e le scoline devo pagare chi lo deve fare ma non lo fà.. basta campare questi mangiapane a ufo.
Basta con le false verità propagandate dalla classe medica (ma non da tutti i medici), il cibo sano è il cibo che cura e che ti consente di vivere in salute, l'altro è tutta paccottiglia che ti porterà a sviluppare, come dicono le ricerche epidemiologiche, una grave patologia degenerativa... ed allora avanti con la ricerca con le spese quando basterebbe solo mangiare sano. Pensiamo a quanto si risparmierebbe in sanità se non ci fossero tali patologie, e a quale ritorno economico andrebbe su chi coltiva, questo conto credo sia stato fatto ed ammonta a 4 punti del PIL.
I contadini sono abituati al duro lavoro e a mangiare le cipolle, ma i cittadini senza i contadini cosa mangeranno, il cibo di plastica??
Dante nel 3° canto dell'inferno narrava bene, ma io voglio essere l'arbitro del mio destino e quello dei miei figli (finchè sono piccoli dopo decideranno loro) e non voglio condizionamenti esterni o compromessi che non approvo.
Antonio


36 4/10/2009 La raccolta delle olive fatta dal contadino........
luigi 
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http://www.youtube.com/watch?v=6BsS4veVujQ ....ecco la vera raccolta delle olive fatta dal contadino per produrre olio extra vergine(VERO)non tarocco......a noi a quattro centesimi tali da impedirci di SOPRAVVIVERE ......nei negozi a decine di euro al litro.........meditate da chi acquistare un prodotto pagandolo il giusto costo e il (VERO) prodotto olio extra vergine....direttamente dai contadini.


35 21/9/2009 link - segue
Pianetavivo - segue 



e le banche del tempo per un'economia di tempo. Le risorse naturali infatti ci sono date GRATIS (contadini e imprese agricole non creano la vita e non creano suolo acqua aria sole): è il lavoro che costa.

(: Abbasso la burocrazia! piuttosto la burrocrazia! :)


34 21/9/2009 link - segue
Pianetavivo - segue 



antropocrazia.com con indicazioni per una politica economica umanistica (non necessariamente del <<partito umanista>>),


33 21/9/2009 link - segue
Pianetavivo - segue 



noeuro.it che dovrebbe chiamarsi neweuro, e del cui programma probabilmente non hai letto niente... così come non hai letto neppure il programma del partito che hai votato;


32 21/9/2009 link
Pianetavivo-segue 



Consiglio:
una pagina di wikipedia.org in inglese che tra altro accenna a una versione (super)razionale moderna (da Douglas Hofstadter) della cooperazione nelle scelte statiche (cfr. l'imperativo categorico kantiano)


31 21/9/2009 crollo economico mondiale, verso un monopolio multinazionale, tutti dipendenti
Pianetavivo 
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Ritengo che sia bene darci questa possibilità. La burocrazia non opprime soltanto i contadini. Non c'è forse in tutti i campi una persecuzione verso i piccoli imprenditori e i liberi professionisti, che perciò sono indotti a chiudere? Non sono favorite anche fiscalmente le multinazionali (mi pare che registrino in attivo le presunte entrate degli anni seguenti e paghino con mesi di ritardo)?
Secondo tali tendenze, in un futuro saremmo tutti dipendenti da un'unica multinazionale (o da un'oligopolio, da un cartello).
Così pure in politica. Vanno bene queste petizioni, cominciare da qualcosa. E poi, alle elezioni, che sono quello che ci è rimasto della democrazia, non facciamo gli schifiltosi o quelli che stanno con la maggioranza presunta <<per non sprecare il voto>>: ognuno contrbuisce alla maggioranza presunta! Presumere che anche gli altri siano pecoroni in cerca di una maggioranza presunta non è simpatico, è autolesivo, è forse peggio che non votare. Perché degradarsi? Alzerebbero lo sbarramento dal 4% fino al 50%, anzi non occorrerebbe, bastando l'istupidimento da abitudini di pensiero tenaci, coadiuvate da massmedia e forse da vaccinazioni, OGM, altri inquinanti. (Credete che il cibo non influisca sul pensare? <<Nel pensiero siamo liberi>> sfoggiano alcuni settari credenti, intellettuali assolutisti. Nel pensiero siamo UN PO' liberi). Non sarebbe meglio che tutti siamo liberi professionisti? la concorrenza abbatterebbe i prezzi. E arriveremo a non avere bisogno di scambiare soldi, attraverso un reddito di cittadinanza e di esistenza crescente.


30 9/9/2009 un futuro migliore
chiaretta 
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ho firmato la petizione perchè credo in questa iniziativa che va a vantaggio di tutta la popolazione, spero che con l'impegno mio e di tante altre persone si possa raggiungere questo nobile obiettivo. Farò del mio meglio per divulgare questo progetto nell'ambito delle mie conoscenze. Grazie!!!!


 

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