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Punto 2

punto 2


I contadini che, come occupazione prevalente, praticano la coltivazione del fondo e del bosco o l’allevamento o la raccolta di erbe e frutti spontanei, esclusivamente per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta ai consumatori finali e agli esercenti locali di vendita al dettaglio e ristorazione, e che non siano anche lavoratori dipendenti o liberi professionisti né abbiano dipendenti, salvo eventuali avventizi impiegati in attività di raccolta


SIANO ESONERATI DA


a.     il regime Iva, la tenuta di registri contabili, l’obbligo di iscrizione alla camera di commercio; ogni imposta o tassa relativa all’occupazione prevalente, alla propria abitazione e al fondo, comprese quelle di registrazione e proprietà relativa all’acquisto di terreni confinanti con i propri e confinanti tra loro;


b.   l’applicazione del sistema HACCP e, più in generale, le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti;


c.      i vincoli progettuali e urbanistici per:


-    la costruzione di stalle, serre e altri annessi sui propri terreni e per l’esclusiva occupazione prevalente, purché realizzati con una dimensione massima di 30 mq e a un piano fuori terra, secondo tipologie bene inserite nel contesto ambientale, con strutture solo rimovibili e senza possibilità di cambio della destinazione d’uso;


-     la ricostruzione di manufatti preesistenti in terra, in legno o in pietra a secco;


     ABBIANO DIRITTO DI


d.     macellare direttamente nel proprio fondo il bestiame nato e allevato nel podere, limitatamente a un numero di capi proporzionati ai membri della famiglia e ai propri ospiti, e seppellirne i resti secondo le consuetudini locali, fatti salvi gravi motivi sanitari o la non idoneità dei terreni;


e.   esercitare nella propria abitazione e sul proprio fondo attività di ospitalità rurale, fino a un massimo di dieci coperti e posti letto, senza necessità di autorizzazioni e senza essere soggetti a regole fiscali e sanitarie;


f.       pagare i minimi contributi assistenziali e previdenziali;


g.     ricevere, attraverso le regioni, servizi gratuiti a domicilio di:


-    assistenza veterinaria e agronomica;


-  assistenza burocratica e ricezione per qualunque domanda, dichiarazione, denuncia o modulistica di altro genere a qualunque titolo richiesta dall’amministrazione pubblica o comunque dovuta per legge.

 

 

 

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Autore Albero
Anonimi
Inviato: 18/1/2009 12:23  Aggiornato: 18/1/2009 19:30
 Re: Punto 2

Non so se è partito il commento appena scritto, che ripeto con altre parole. Ritengo necessario discutere sull'abrogazione dei requisiti che il Conduttore debba sottoscrivere per adempiere alla necessita di sostituire certificazioni di legge con l'assunzione diretta della responsabilità civile sulle conoscenze che ha positivamente acquisito dalla tradizione alimentare e gastronomica relativa ai prodotti in oggetto. Tale responsabilità - se sono ancoira al corrente - è implicità in Francia per la concessione di tale eccezione ai CONDUTTORI che portino i loro prodotti ai punti di vendita dei mercati e a quelli presso il loro FONDO. Dr Vincenzo Lo Scalzo, ASA Press, Delegato Regione Lombardia, Gastromo ed esperto della storia dell'alimentazione. Busto Arsizio, 17.01.09

Rispondi
Anonimi
Inviato: 22/1/2009 9:16  Aggiornato: 22/1/2009 9:16
 Re: Punto 2
per quanto riguarda l'HCCP, non sono d'accordo. Perchè se il contadino vende prodotti elaborati (marmellate, conserve etc) oppure li serve alla propria tavola deve possedere le cognizioni di igene che servono per gli alimenti. Lì sta dando a terzi, mica ai suoi figli?
Rispondi
Anonimi
Inviato: 22/1/2009 9:23  Aggiornato: 22/1/2009 9:23
 Re: Punto 2
per quanto riguarda il punto e) sapete che esistono i B&B? non mi pare che abbiano una eccessiva fiscalizzazione.
per il punto g) Passi l'aiuto per la compilazione di moduli, ma a riguardo dell'intervento gratuito del veterinario, non sono d'accordo. Chi paga per questi interventi?
Rispondi
Anonimi
Inviato: 22/1/2009 11:25  Aggiornato: 22/1/2009 11:25
 Re: Punto 2
guardate che non è obbligatorio pagare i contributi.
perciò io parlerei di "nel caso in cui si decida di pagare i contributi applicare la minima tariffa".
in ogni modo per chi ancora non crede a questo entrate in contatto con il sito : www.mabonline.org
il responsabile sig DE FRANCO si occupa di ogni tipo di ingiustizia legale nei confronti dei contadini.
noi non molleremo mai!! ALDA e MAx
az. agr. sole sereno
Rispondi
Massimo Angelini
Inviato: 22/1/2009 15:46  Aggiornato: 22/1/2009 15:46
Amministratore
Iscritto: 3/12/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Punto 2

In un commento a una domanda sul punto 1 ho scritto la seguente risposta che propongo alla sua attenzione ...


Oggi l'agricoltura è popolata di garanti e certificatori. Sembra quasi che i contadini siano bugiardi fino a prova contraria e per questo abbiano bisogno di qualcuno che garantisca per loro.
Credo che, invece, si possano incoraggiare forme di autocertificazione e, quindi, un rapporto fiduciario diretto tra chi coltiva o prepara i prodotti e chi li mangia. Questo può funzionare senz'altro quando la vendita è "diretta e senza intermediari", e quando chi mangia può visitare e, così, conoscere il luogo, la terra e il modo che danno vita ai prodotti.
Peraltro, chi non si fida dei produttori e ha necessità di un garante o di una certificazione può continuare a rivolgersi ai produttori certificati o controllati dalla ASL. E' una necessità legittima, così come è legittimo che chi coltiva un po' di terra (anche senza essere un agricoltore: infatti il punto 1 vale per tutti) possa trasformare e confezionare i propri prodotti per la vendita "diretta e senza intermediari" liberamente.


Comunque sia, sono perfettamente d'accordo con lei che i produttori debbano acquisire solide conoscenze igieniche per evitare di suscitare intossicazioni, e questo potrebbe essere un percorso formativo garantito dalle Regioni. Stia certo che se riusciremo a portare la nostra proposta al tavolo del Ministero, certamente si dovrà parlare anche di questo e trovare soluzioni che permettano a chi acquista di sapere con trasparenza se un prodotto è stato controllato oppure no.
Grazie per il suo contributo che spero vorrà continuare a fornire.


Massimo Angelini

Rispondi
Massimo Angelini
Inviato: 22/1/2009 16:00  Aggiornato: 22/1/2009 16:00
Amministratore
Iscritto: 3/12/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Punto 2

Sì, certo, sappiamo che esistono i B&B.
Ma la nostra proposta parla di altro, e propone che i contadini possano esercitare l'attività di ospitalità rurale anche somministrando pasti (fino a 10 coperti, come prevede l'attuale legge-quadro sull'agriturismo) e senza necessità di autorizzzioni o imposizioni fiscali o sanitarie: questo non c'entra con i B&B, per i quali:
- non è necessario essere coltivatori;
- non è prevista l'attività di ristorazione familiare;
- non è prevista la somministrazione di propri prodotti (penso alla prima colazione) salvo che non siano dotati di laboratorio "a norma";
- è prevista l'autorizzazione comunale;
- soggiaciono alle norme sanitarie dettate dalla ASL.
Sul fatto che i B&B non subiscano una fiscalizzazione eccessiva, sono d'accordo con lei, ma - mi ripeto - il caso del quale stiamo parlando è diverso.


L'agronomo e il veterinario "condotto" credo che dovrebbero essere garantiti e pagati dalla pubblica amministrazione, così come lo è il medico di base. La prego di considerare che non è un regalo, e non è assistenzialismo, ma il sostegno a un'attività che - al contrario dell'agricoltura industrializzata - normalmente reca forti benefici all'ambiente alla tutela dell'assetto idro-geologico del territorio, così come è scritto nella premessa alla petizione.


Massimo Angelini


 

Rispondi
Anonimi
Inviato: 24/1/2009 11:52  Aggiornato: 24/1/2009 11:52
 Re: Punto 2
vorrei aggiungere un commento relativamente al punto c
Premetto che sono un Imprenditore Agricolo (non a titolo principale perche' purtroppo non raggiungo la dimensione minima di giornate equivalenti) ed ho un vivaio di produzione e coltivazione piante ornamentali.
Vorrei che un'attivita' come la mia, che considero contadina anche se non produco alimenti, fosse inclusa nella categoria.
Per le serre delle mie piante (semplicissime serre tunnel rimovibili, non riscaldate e senza pavimentazione in cemento ma sicuramente piu' estese di 30mq, attualmente circa 200mq) ho dovuto presentare al comune una pratica assimilabile a quella di costruzione dei capannoni. Un punto come il c, applicabile anche a casi come il mio, renderebbe la vita molto piu' semplice
diana pace
Rispondi
Anonimi
Inviato: 18/9/2009 10:06  Aggiornato: 18/9/2009 10:06
 Re: Punto 2
Da consumatore, trovo alcuni punti della petizione, che non firmero' cosi' come e' scritta sebbene ne condivida pienamente lo spirito di fondo, non accettabili.

All'interno di questo punto 2, non e' possibile pretendere che chi puo' vendere prodotti a terzi sia esonerato da ogni norma di igiene e sicurezza.
Diverso sarebbe che esaminaste il sistema di regole oggi in vigore proponendo un sistema piu' semplice e adeguato alla scala, ma che comunque tuteli che non sia lo stesso che si applica a grande distribuzione, prodotti industriali, grandi alberghi. Questo potrebbe essere maggiormente costruttivo. Studiando magari, come qualcuno scriveva, anche corsi pubblici per acquisire le nozioni minime che non sempre vengono tramandate dalle generazioni precedenti (anche se quelle tramandate invece magari non si imparano ai corsi).

Inoltre non trovo giusto neanche che si sia esonerati da ogni regola fiscale per l'ospitalita'. Perche' le tasse non si devono pagare? Casomai rendere piu' semplice pagarle, questo si'.

Francesco
Rispondi

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