Logo
Blog e notizie > Petizione pro Bitto storico nel solco della campagna

Petizione pro Bitto storico nel solco della campagna

Invito tutti i sostenitori della campagna "agricoltura contadina" a sostenere anche la petizione "pro Bitto storico" che si può sottoscrivere a http://probittostrico.com/

Espongo in termini essenziali della questione Bitto a vantaggio dei frequentatori del blog. Intanto non è l'unico conflitto tra produttori "storici", "Tradizionali" "piccoli" e i consorzi di tutela Dop, agenzie (queste ultime) tra le peggiori nel promuovere l'agroproduttivismo e nel succhiare risorse pubbliche per fini privati.

I Consorzi per marchiare di più (e incassare di più) sostengono 1) allargamento delle zone di produzione rispetto a quanto storicamente attestato; 2) standardizzazione delle norme di produzione in modo che su grande scala o su scala industriale si possano "replicare" i prodotti "tipici"; 3) meccanismi interni e scelte poliche che danno più peso ai "grossi" (voto per quantità e non a testa ecc.).

Sostengo anch'io che troppi paletti alla definizione di agricoltura contadina in questa fase ci possono impedire di far avanzare la nostra campagna, ma va anche detto che ci sono "stili produttivi" incompatibili con la ns prospettiva perchè sono gli stili che impongono il risucchio dei produttori (piccoli e medi) dentro l'ingranaggio perverso delle filiere agroindustriali.  Quelli del Bitto "storico" non solo contestano l'allargamento della prodzuione del Bitto ad aree dove questa è stata intrapresa solo DOPO l'ottenimento della Dop (alla rincorsa del prezzo), ma contestano l'omologazione della produzione del Bitto allo stile produttivo "industriale" che, tradotto in pratica signifuca usare anche a 2000 m sui pascoli alpini mucche che sono macchine da latte, alimentate con mangimi con soia OGM, e mettere nella caldaia del latte le famigerate "bustine" di fermenti selezionati industriali (uguali per tutti) per "pilotare" le fermentazioni onde avere meno "difetti".

la logica delle bustine è quella che consente di lavorare con minore attenzione e amore per il latte-materia-viva che cambia ogni giorno in base a quello che mangiano le mucche, alle condizioni meteo ecc. E' la logica del caseificio industriale dove arriva un latte materia prima senza volto frutto di mille mescolanze senza storia e che va trattatro seguendo un manuale che parla di gradi di temnperatura e di acidità di tempi cronometrati, di operazioni autonatizzate.

Quelli del Bitto si sono ribellati con coraggio e ostinazione e oggi non solo Slow Food ma qualcuno anche nelle "istituzioni" ha preso a darli ragione.

Il rischio di fare torto ad altri produttori non c'è. Intanto va detto che i "piccoli" dalla parte del Consorzio sono subalterni ai grossi stagionatori privati e alle coop, ai grossi allevatori industriali della Valtellina con stalle da Cremona.  Poi i "ribelli" non vogliono impedire agli altri di produrre Bitto. Vogliono solo che il loro, quello "tradizionale", sia differenziato all'interno della DOP. Se questa cosa non viene accettata sono costretti a stare fuori della Dop per non confondersi e, a questo punto, restano "fuorilegge" perchè non potrebbero più chiamare Bitto il loro formaggio. Un paradosso perchè loro lo fanno nell'area di produzione tradizionale nel modo tradizionale.
Se non si concede questa differenziazione saranno costretti a rivolgersi alla Commissione Europea facendo presente tutte queste circostanze.

All posts by malghesius
 
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero

Il mondo senza Monsanto

Macrolibrarsi.it presenta: IL MONDO SECONDO MONSANTO: storia di una multinazionale che ci vuole bene

Macrolibrarsi.it presenta la nuova collana Il Filo Verde di Arianna

Powered by ImpressCMS © 2007-2010 Impresscms.it
Credits | Iscriviti al sito | Accesso iscritti