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GENUINO CLANDESTINO – MANIFESTAZIONE NAZIONALE

GENUINO CLANDESTINO – MANIFESTAZIONE NAZIONALE
ROMA 17 – 18 Aprile 2010
Due giornate di mercati contadini, animazione, musica, informazione e
socialità per rivendicare la legalità delle piccole realtà contadine.
Le normative igienico-sanitarie attualmente in vigore impongono a chiunque
si occupi della trasformazione di prodotti alimentari, indipendentemente
dall’entità della produzione e dal tipo di lavorazione, di dotarsi di
laboratori specializzati che rispettino determinati standard di dimensioni
e attrezzature. Le leggi che regolano il settore agro alimentare sono
pensate per tutelare le grandi aziende agricole e stanno facendo morire
tutta la piccola agricoltura locale e di alta qualità favorendo le
multinazionali dell’agrobusiness.
Chi aderisce alla campagna “Genuino Clandestino” si oppone a questo
sistema di regole e di mercato rivendicando l’accesso al mercato mediante
l’autocertificazione dei prodotti e la vendita diretta che rendono
trasparenti e visibili le responsabilità del produttore e la qualità delle
produzioni. “Tutti insieme difendiamo e diffondiamo i nostri prodotti
perché tutti sappiano che sono genuini e affidabili.”

PROGRAMMA
sabato 17 aprile 2010 dalle 10 alle 14
La Città dell'Utopia - Via Valeriano (S.Paolo)
MERCATO CONTADINO terra/TERRA
Giornata Internazionale indetta da Via Campesina per sostenere
le Lotte Contadine contro le trasnazionali che vogliono impossessarsi
di sistemi di alimentazione e agricoltura in tutto il mondo
pomeriggio:
carovana Genuino Clandestino
sabato 17 aprile 2010 dalle 16:00 alle 20
C.s.a. La Torre - Via Bertero, 13
Assemblea Nazionale dei Produttori e dei Consumatori.
cena sociale e pernotto

domenica 18 aprile 2010 dalle 10 alle 17
c.s.o.a. Forte Prenestino - Via Federico Delpino snc
Laboratori, assemblee, musica, animazione
MERCATO CONTADINO terra/TERRA
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Incontro al Ministero per le Politiche Agricole, a Roma

Il 12 marzo 2010, dalle 13:30 alle 14:30 una delegazione dei promotori della Campagna popolare per l'agricoltura contadina è stata ricevuta a Roma, presso il Ministero per le Politiche Agricole, dal dott. Franco Contarin, responsabile del settore tecnico del Ministero, incaricato dal ministro Luca Zaia di organizzare un primo incontro esplorativo.
La delegazione era composta da Antonio Onorati (ARI), Massimo Angelini (Consorzio della Quarantina), Plinio Pancirolli (Antica Terra Gentile), Roberto Schellino (Asci).
Il dott. Contarin ha mostrato attenzione, concretezza e interesse per la nostra proposta.
Dopo avere esposto le ragioni della Campagna e i suoi obiettivi (tra questi, propritaria, l'apertura di un tavolo di confronto e concertazione per giungere al riconoscimento giuridico dell'agricoltura contadina), e dopo avere avuto conferma dell'interesse del Ministro per i temi da noi avanzati, abbiamo convenuto sull'importanza di arrivare al più presto a un primo vaglio giuridico della proposta.
Per qusto scopo, noi membri della delegazione, abbiamo concordato i seguenti passi:
a. formazione, entro 5 giorni, di una commissione ristretta formata da persone che conoscano a fondo le tematiche afrontate sotto l'aspetto tecnico e giuridico;
b. preparazione e presentazione al dott. Contarin, entro 20 giorni, di una bozza organica di disegno di legge, formata a partire dal testo della petizione della Campagna: questa bozza sarà presentata al Ministro e proposta ai responsabili dell'area giuridica del Ministero;
c. richiesta di un incontro di confronto con i responsabili dell'area giuridica del Ministero.
Per preparare questa bozza, è necessario raccogliere dati su norme favorevoli al mondo contadino approvate in altre regioni europee, in modo da trivare un sostegno per le nostre proposte.
Quindi, chi abbia conoscenze giuridiche o conosca norme che possano offrirci spunti e sostegno, è invitato a mettersi a più presto in contatto.

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Corso per la salvaguardia dei semi – Luglio 2009

 

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Civiltà Contadina
Associazione per la valorizzazione della biodiversità


Corso per la salvaguardia dei semi – Luglio 2009

(La biodiversità rurale e la salvaguardia delle varietà di antichi ortaggi)

San Leo
26 - 30 luglio 2006
Inizio ore 17.00 del 26 luglio
Fine ore 13.00 del 30 luglio

Come salvare i semi e costituirsi una propria banca genetica familiare.

Circa 40 anni fa nascevano i primi embrioni dei movimenti di seed savers (custodi di sementi) e, assieme a loro, una rete di banche genetiche mondiali per rispondere all'esigenza di  conservare i semi delle varietà più antiche di piante alimentari, quali ortaggi, cereali e leguminose di cui in quegli anni, con l'avvento della cosiddetta rivoluzione verde, stavano cominciando a scomparire. Purtroppo a distanza di decenni il problema di porre sotto conservazione l'ampio spettro della biodiversità rurale diffusa nel pianeta è ancora lontano dal realizzarsi, soprattutto in Italia, che ha avuto in passato una florida civiltà contadina. Sono ancora tante e innumerevoli le varietà di semi in attesa di essere riscoperte, catalogate e messe in stato di conservazione. Purtroppo anche il gesto stesso di raccogliere i semi dalle proprie coltivazioni e preservarli di anno in anno è stato dimenticato e i nuovi appassionati di orto familiare dipendono sempre più dalle sementi in busta che si acquistano nei supermercati o nei garden centers, sementi spesso ibride che non si possono nemmeno riseminare. In questo corso verranno esaminate tutte le tecniche di moltiplicazione dei semi ortivi più comuni, le distanze di isolamento fra le varietà per non rischiare di mescolarne le varietà con scambi di pollini, la pulizia delle sementi dopo la raccolta, le tecniche di stoccaggio ed essiccazione, come evitare le malattie trasmissibili da seme, come ricercare vecchie e tradizionali del proprio territorio non ritrovabili in commercio ma dotate di gusti e qualità superiori, i problemi legislativi che rendono difficile la vita alle sementi. Si parlerà anche della loro coltivazione tramite tecniche di agricoltura naturale con la visita di esempi viventi di orti conservativi, di come costruire un archivio vivente casalingo di sementi e di come questo impegno di custodia di sementi possa essere trasformato in una attività capace di dare soddisfazioni economiche e autofinanziamento. Inoltre saranno illustrate le caratteristiche negative delle sementi ibride F1 in relazione alle produzioni in un orto familiare e perché invece indirizzare le proprie scelte verso le varietà a impollinazione aperta.

Temi affrontati nel corso

  • Tutti i perché sulle varietà locali che richiedono conservazione

  • Produzione familiare di semi nel proprio orto o giardino

  • Selezione e lavorazione del raccolto di semi con uso di setacci

  • Varietà ibride: perché evitarle e cosa comporta la loro scelta in un orto familiare, come disibridarle

  • Creare la propria banca di semi: catalogazione, conservazione

  • La ricerca e individuazione di semi locali: come cercare nel proprio territorio semi di piante alimentari e non tipici e tradizionali

  • Le opportunità di lavoro con la riproduzione di sementi antiche

  • Esercizi pratici nell'orto conservativo sull'impollinazione, autocostruzione di setacci (ognuno potrà portarsi a casa il suo proprio setaccio), pulizia di semi asciutti e umidi, funzionamento dell'essiccazione, prove di germinazione, i germogli di semi come alimento

  • Visita a orti di custodi di semi presenti in vallata, visita di un orto scolastico conservativo, visita all'orto dei frutti dimenticati

  • Visite turistiche a San Leo e ai vicini castelli

  • Costruzione di un piccolo orto sinergico


Docente
Alberto Olivucci
Da quando diventa agricoltore bio decide di coltivare sementi come professione e di dedicarsi alla scoperta del mondo dei seed savers. Il suo primo orto con varietà antiche è del 1996 e dal 2000 organizza un coordinamento italiano di collegamento fra cercatori di semi che diviene l'associazione Civiltà Contadina di cui nel 2001 diventa presidente. Vive nella sua fattoria a San Leo in Romagna, in cui si svolgerà il corso, che è anche sede di svariate attività culturali e sociali.

Stile di insegnamento
Teorico e pratico, informale e partecipativo, con molti esercizi nell'orto e in campo e con i semi. Il corso si articola con momenti di teoria, attività pratiche e visite a custodi di sementi presenti in Val Marecchia.

Luogo di svolgimento
Ca' del Santo, un casale molto antico nel comune di San Leo, PU. Per arrivare il tragitto prevede l'arrivo a Rimini.
In auto: l'uscita a Rimini Nord è la preferibile. All'uscita dall'autostrada si procede dritto e poi a destra. Alla prima rotonda si gira a destra e poi sempre dritto per 4 rotonde. Alla quarta rotonda non è possibile andare dritto e quindi girare a sinistra prima e poi dopo alcuni km al primo incrocio con semaforo a destra. Siete sulla strada per Arezzo e andate sempre avanti fino ad arrivare a Pietracuta. Li si svolta a sinistra per salire verso San Leo. Dopo 4 km da quella svolta, tre km prima di San Leo, ci si trova a Collina (Fraz. di San Leo). Li si cerca a destra una indicazione per Pietramaura e si gira . La prima strada a sinistra riporta un cartello per Ca' del Santo. Seguite le indicazioni fino a destinazione. Potete scaricare una cartina dettagliata dal sito del comune di San Leo.
In treno: Arrivare alla stazione di Rimini e all'uscita recarsi alla piazzola per il'autobus che porta a Novafeltria. Si scende a Pietracuta dove in certi orari esiste un servizio navetta che porta fino a Collina. Verremo a prendervi una volta giunti a Collina, o a Pietracuta in assenza del pulmino locale. Gli orari delle corriere da Rimini li potete scaricare dal sito. (scarica orario)

Costo a partecipante
La quota di partecipazione per ogni singolo partecipante è di € 250,00. Nella quota è compreso sia l’uso delle attrezzature, sia il costo dei pasti consumati a presso la sede dei corsi. E' richiesto il versamento di un anticipo di € 50 all'atto di iscrizione al corso tramite versamento alla posta di una ricarica Postepay n. 4023 6004 5157 6021 intestato a Olivucci Alberto, causale "corso salvaguardia semi" e una volta fatto il versamento può bastare una telefonata o una email di avviso all'indirizzo biodiversita@biodiversita.info. Prima del versamento è buona cosa chiedere quanti posti sono rimasti disponibili. (Max. 15)

Note tecniche sul corso

  1. La cucina servita a Ca' del Santo è della massima qualità, con ingredienti da agricoltura biologica, creativa e principalmente basata su principi di alimentazione naturale.

  2. Ad ognuno verrà dato un Molenskine su cui appuntare note, consigli, disegni. Non verranno distribuite fotocopie.

  3. Per chi viene da fuori sarà possibile pernottare o all'interno dei locali di Ca' del Santo, previo portare con se proprie lenzuola, o in stile campeggio portando con se le proprie tende oppure è possibile prenotare presso vicini agriturismi o bed & breakfast. (vedi info turistiche San Leo)

  4. Per ogni eventuale aggiornamento consultare il sito internet www.cadelsanto.org


Contatti
Alberto Olivucci
Ca' del Santo
Via Varco Biforca 7
Fraz. Collina
61018 San Leo
www.cadelsanto.org
biodiversita@biodiversita.info
cell. 3492996042
Tel. 0541 924036
Skype albertoolivucci

 

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Il mondo secondo Monsanto - dalla diossina agli OGM

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Ci vuole fegato a leggere questo libro-denuncia sulla compagnia madre di tutti i principali OGM venduti e coltivati nel mondo. Parlo della Monsanto, evocativo nome ma detenuto da una multinazionale dell'agroindustria che nel corso degli anni si è distinta per le sue spericolate avventure nel mondo della chimica più inquinante che ora, dismesso il ramo chimico, si è concentrata nella missione di riempire il pianeta intero, se le fosse possibile, con le sue sementi brevettate. Il risultato finale è sconcertante e terrificante nei retroscena ed è riportato con dovizia di particolari dal volume “Il mondo secondo Monsanto” della giornalista francese Marie-Monique Robin assieme a oltre un secolo di storia di questa compagnia fondata nel 1879. Nella sua storia primeggiano pagine scritte con i famigerati PCB, con la terribile diossina, con la peggiore arma letale del Vietnam: l'agente Orange. Ma ci sono soprattutto le pagine oscure dedicate al grande complotto degli organismi geneticamente modificati, fatte di scienziati messi a tacere, di scienziati messi a libri paga, di intere nazioni del sud del mondo controllate tramite gli alimenti e le sementi. Un'opera ben documentata che prende il via da un precedente documentario girato dalla stessa giornalista e nonostante il suo spessore, sia come numero di pagine sia come referenze, si legge molto piacevolmente e permette a chiunque di farsi una idea sulla Monsanto molto diversa da quella che è pubblicamente diffusa dalle sue agenzie di public relations e viral marketing. Inoltre arrivare alla fine del libro è un sollievo per rendersi finalmente conto che anche Monsanto è un gigante dai piedi di argilla e che può cadere e sfracellarsi. I suoi prodotti infatti stanno creando forte disaffezione da parte degli stessi agricoltori che li avevano osannati fino a pochi anni fa e le sue azioni in borsa sono in caduta già da tempo. Alcune erbe infestanti molto aggressive sono diventate immuni al suo erbicida totale e milioni di acri di soya e cotone transgenici sono andati quest'anno in distruzione. Il nostro compito è di accompagnare questa compagnia, e non solo questa ma anche tutte quelle che hanno operato e tuttora operano come lei, alla sua finale destinazione: l'estinzione.

 

Presenterò questo libro domani mattina a Firenze in occasione di Terra Futura, Fortezza da Basso, alle ore 11.00 presso lo stand di Edizioni Macro.

 

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Burocrazie: eutanasia per l'agricoltura contadina

Ho un vecchio trattore, un trattore a cingoli che non esce mai dalla mia proprietà, lo uso solo per girare fra i capi e il bosco, non deve attraversare strade comunali e proprio per questo è un vero e proprio attrezzo agricolo. Ho oltre 50 anni e quindi si può definire un pezzo antico. Va a gasolio, certo un po' inquina, ma l'importante è usarlo solo quando serve. Da un po' di tempo ha i freni che non tengono più tanto bene e anche le frizioni sono ormai consumate. Qui in montagna senza la certezza che queste funzionino si rischia la vita. Ecco perché ho deciso di chiedere a una officina meccanica specializzata in trattori di farmi il lavoro. Il trattore dovrà essere caricato su un rimorchio e portato all'officina che lo deve revisionare. Ma c'è un problema. Una recente normativa impone a tutti i mezzi agricoli che escono dalla proprietà di essere perfettamente in regola sia con il codice stradale, ovvero luci e lampeggianti gialli rotanti, e con i codici di sicurezza antiinfortunistica: barra ribaltamento, protezione marmitta, bande andisdrucciolo. Non scendo nei dettagli ma solo per mettere in regola il mio trattorino a cingoli occorrono oltre un migliaio di euro, più del suo valore. Il meccanico non può farmi il lavoro se prima non lo mette in regola. Ergo non posso ripararlo se prima non lo adeguo. Insomma è diventato un ferro vecchio da buttare via o tuttalpiù da avviare fra i ferri vecchi di antiquariato, ma nei campi non potrò più usare. Il meccanico che è anche concessionario mi ha detto di buttarlo e comprarne uno nuovo. Non che non mi piacciano le cose nuove, perché no, però visto che quello vecchio fa bene il suo lavoro comprarne uno nuovo significa: inquinare molto per costruirne uno nuovo al posto di uno vecchio che aveva bisogno di qualche riparazione, riempirmi di debiti perchè quello nuovo costa come un mercedes, buttare anche tutti gli attrezzi perché quello nuovo richiede attrezzi moderni, non poterlo più aggiustare da me per le piccole manutenzioni perché è tutto elettronico e quindi fuori dalle mie conoscenze meccaniche. Tutto per un mezzo che non è destinato a uscire mai dai miei campi.

La stessa cosa ma in modo più grave accade a Gino, un anziano delle mie parti, un vero esempio di cura della biodiversità locale, che ha nei suoi campi una trentina di varietà locali di erbe aromatiche e officinali. Per fare il suo lavoro ha quattro motocoltivatori e deve metterli tutti in regola immediatamente perché per arrivare ai suoi campi deve percorrere 50 m di strada pubblica e quindi escono dai campi. Ma oltre al costo gli hanno imposto per legge a questo adeguamento dovrebbe conseguire anche la patente di guida B. Lui non ha patente, non l'ha mai avuta e nemmeno si sogna alla sua età di affrontare l'esame. Sarà costretto a dismettere i suoi attrezzi di lavoro e quindi anche il suo campo di profumate erbe patrimonio della biodiversità locale? È da solo nel suo lavoro e non ci sono giovani che lo affiancano o lo sostituiranno, in questo modo affretteranno la sua fine di contadino e di tutto il suo patrimonio di conoscenze.

In questo sito vorremmo accogliere le storie di tutti coloro che si trovano per via del loro lavoro di contadini oppressi da burocrazie di vario genere che gli rendono impossibile la vita nei campi. Spero che sarete numerosi, postate le vostre lettere e saranno pubblicate in questo blog.

 

 

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